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Mesia
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La mwbwMesia (mwcain latino mwcqMoesia; mwcgin greco Μοισία?, Moisía) è il nome di più mwcwprovince dell'mwdaImpero romano (mwdqSuperior, mwdgInferior; mwdwPrima e mweaSecunda), a sud del mweqlimes del basso corso del Danubio, corrispondenti alle attuali mwewSerbia e mwfaBulgaria, oltre a parti della mwfqMacedonia del Nord settentrionale o della mwfgDobrugia mwfwrumena. Aveva per confini meridionali i mwgaBalcani (Haemus) e i mwgqMonti Šar (mwggScardus, Scordus, Scodrus), a occidente il fiume mwgwDrina (mwhaDrinus), a settentrione il mwhqDanubio, e a oriente il mwhgMar Nero. La regione fu abitata principalmente da mwhwTraci e mwiaIllirici, e prese il nome dalla tribù tracia dei mwiqMesi.
Contents
• Statuto
• Storia
• Note
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Statuto
Il territorio fu conquistato dal mwjwproconsole di mwkaMacedonia, mwkqMarco Licinio Crasso (il nipote del mwkgtriumviro) nel mwkw29 a.C., e organizzato in provincia negli ultimi anni di mwlaAugusto. Il primo mwlqgovernatore, un mwlglegatus Augusti pro praetore di rango consolare (mwlwAulo Cecina Severo) è menzionato nel 6 d.C. da mwmaCassio Dione.cite-ref-1[1]
mwngDomiziano, probabilmente nel corso delle mwnwsue campagne daciche,cite-ref-2[2] la divise in mwpaMoesia Superior e mwpqMoesia Inferior (tra l'mwpg85 e l'mwpw89), corrispondenti rispettivamente alla parte occidentale e orientale. I mwqalegati, divenuti due, rimasero di rango consolare, mentre l'amministrazione fiscale venne assegnata, come già prima, ad un unico mwqqprocurator Augusti. Quando mwqgAureliano (mwqw270-mwra275) decise di ritirarsi dalla mwrqDacia, gli abitanti furono insediati in Moesia, e la parte centrale prese il nome di mwrgDacia Aureliana.
Il distretto della mwsaDardania andò a formare grazie a mwsqDiocleziano la nuova provincia di Dardania, con capitale Naissus o Nissa (la moderna mwsgNiš mwswserba), il luogo di nascita di mwtaCostantino I nel mwtq272.
Con la mwtwriforma dioclezianea, la mwuaSuperior venne rinominata in mwuqmwugMoesia Prima, mentre divise la mwuwInferior in mwvamwvqMoesia Secunda e mwvgmwvwScythia Minor.
La mwwqMoesia Secunda incluse gran parte delle città, come mwwgMarcianopoli (Devnja), mwwwOdessus, mwxqNicopoli all'Istro, mwxgAbrittus (Razgrad), mwyamwyqDurostorum (mwygSilistra), mwywTransmarisca (mwzaTutrakan), mwzqSexaginta Prista (mwzgRuse) e mwzwmwaaNovae (Svištov).
La riforma successiva di mwagCostantino I vide dividere la mwawMoesia Prima in mwbamwbqDacia ripensis, mwbgmwbwDacia mediterranea e mwcamwcqDardania.
Storia
Prima della conquista romana
Nella prima metà del mwdgI millennio a.C. la Mesia era abitata da popolazioni di origini mwdwtracie. La loro esistenza è provata solo grazie alla moderna archeologia. A partire dal mweaVII secolo a.C. furono installate nella mweqScizia minore alcune mwegcolonie greche lungo la costa del mwewMar Nero, portando così l'influenza greca anche nell'entroterra mesica. Lo storico greco mwfaErodoto († mwfq424 a.C. ca.) menziona Traci, mwfgGeti e nomadi mwfwSciti, questi ultimi provenienti dalle steppe del mwgaPonto fino alla foce del mwgqDanubio. I mwggTriballi invece appaiono nell'area al tempo di mwgwTucidide († mwha399 a.C.).
Da Augusto a Tiberio (29 a.C.-37)
All'inizio del principato di mwkgAugusto, un certo mwkwMarco Licinio Crasso (console 30 a.C.), conduceva due fortunate campagne (nel mwla29-mwlq28 a.C.) contro le popolazioni della riva destra del mwlgDanubio: mwlwGeti, mwmaDaci, mwmqBastarni, mwmgMesi, mwmwTriballi e mwnaDardani,cite-ref-3[3] pur non occupando la zona in modo permanente. Era l'inizio di un processo di occupazione graduale dell'area basso danubiana.
Crasso intraprese la sua prima campagna per aiutare la popolazione alleata dei Denteleti,cite-ref-4[4] che era stata attaccata dai Bastarni, che in precedenza avevano sottomesso anche le popolazioni limitrofe di Triballi e Mesi. Crasso partì con ogni probabilità da mwpwEraclea Sintica, percorse la via lungo il fiume mwqaStrymon, liberando per prima cosa la città di mwqqSerdica (capitale dei Denteleti).cite-ref-5[5] Successivamente avanzò in direzione dei Mesi, invadendone le terre e battendoli insieme ai Bastarni del re Deldo, alla confluenza tra il fiume Ciabrus ed il mwrwDanubio, nelle vicinanze di mwsaRatiaria.cite-ref-6[6] L'esito finale della campagna del mwtq29 a.C. fu che i Bastarni furono costretti a tornare alle loro sedi originali, in mwtgScizia, mentre i Mesi furono sottomessi.
L'anno successivo (28 a.C.) si rivolse contro le popolazioni dei mwuaTraci, che lo avevano ostacolato sulla strada del ritorno l'anno precedente, ottenendo la sottomissione di mwuqMaedi, mwugSerdi e mwuwBessi, non degli mwvaOdrisi che si erano subito dimostrati a lui fedeli alleati.cite-ref-7[7] Riuscì, infine, a battere alcune tribù mwwqgeto-mwwgdaciche, presso le cave di Ciris, conquistando la loro roccaforte di Genucla, in mwwwDobrugia.cite-ref-8[8] Sulla strada del ritorno, divise l'esercito in due colonne: con la prima attaccò i Mesi Triballi (la cui capitale era probabilmente mwyaOescus oggi Gigen),cite-ref-9[9] con la seconda, egli stesso, batté i Mesi Artaci. Al termine di questo secondo anno di campagna è, però, poco probabile che i Mesi siano stati annessi alla provincia di mwzgMacedonia. Al contrario, le tribù della mwzwTracia, pur rimanendo ancora indipendenti, diventarono popoli clienti di Roma.cite-ref-10[10] Crasso era così riuscito ad affermare il prestigio romano sull'intera regione a sud del basso Danubio.cite-ref-11[11]
Pur avendo ucciso in singolar tenzone il re dei mw2qBastarni, Augusto non volle assegnare al comandante vittorioso gli mw2gspolia opima di cui, secondo la tradizione, aveva diritto e neppure il titolo di mw2wmw3aImperator,cite-ref-12[12] ma solo il mw4qtrionfo in qualità di mw4gvir triumphalis.cite-ref-13[13] Inviso all'imperatore, mw5wAugusto, la sua carriera fu in seguito poco luminosa e brillante.cite-ref-14[14]
Pochi anni più tardi, un certo mw7qLucio Calpurnio Pisone (console 15 a.C.), accompagnato da un paio di legioni, era costretto ad intervenire in mw7gTracia per reprimere una rivolta durata ben tre anni di guerre sanguinose (dal mw7w12 al mw8a10 a.C.), al termine delle quali si meritò gli mw8qmw8gornamenta triumphalia. Le operazioni in mw8wTracia costituivano il logico completamento, alle più vaste operazioni per la conquista di tutta l'area mw9aillirico-mw9qbalcanica.
Tra l'mw9w1 ed il mw-a6, in seguito alle operazioni di mw-qTiberio nell'area mw-gillirica e dei suoi successori, veniva costituito il distretto militare di mw-wMesia e mw-aMacedonia, presidiato da un paio di legioni (la mw-qmw-glegio IV Scythica a mw-wmwaqaScupi e la mwaqemwaqilegio V Macedonica a mwaqmmwaqqNaissus), mentre la mwaquTracia continuava a costituire un regno indipendente, cliente e quindi alleato del popolo romano.
Durante la mwaqcgrande rivolta del mwaqg6-mwaqk9, nel primo anno di guerra, Batone il Pannone (della tribù dei mwaqoBreuci), piombava su mwaqsmwaqwSirmium e la sua guarnigione romana, ma mwaq0Aulo Cecina Severo, legato di mwaq4Mesia, lo sorprendeva presso il fiume mwaq8Drava e lo batteva appena in tempo per scongiurare la perdita di una fortezza tanto importante per i Romani da un punto di vista strategico, non senza gravi perdite romane.cite-ref-15[15] E se Batone il Dalmata fosse stato così intelligente da allearsi con il suo omonimo Pannone, i due eserciti insieme avrebbero avuto la meglio sull'esercito di Mesia, che a quel tempo era composto di "sole" tre legioni, estendendo la rivolta all'intera regione mwarqbalcanica. I ribelli pannoni e dalmati si unirono ed occuparono il mwarumons Almus (il monte Fruskagora) a nord della città di Sirmio e, sebbene sconfitti in una scaramuccia dal re tracio mwarcRemetalce I, che Cecina aveva inviato contro di loro, poterono mantenere la loro posizione. Frattanto scorrerie di mwargDaci e mwarkSarmati (mwaroIazigi dell'mwarsOltenia) costrinsero Cecina a ritirarsi ed a proteggere la sua provincia di mwarwMesia.
Da Claudio a Tito (37-81)
In seguito all'annessione della mwasgTracia da parte di mwaskClaudio nel mwaso46, furono dislocate le prime basi legionarie sul mwassDanubio in mwaswMesia: a mwas0mwas4Viminacium, a mwas8mwataOescus ed a mwatemwatiNovae. Lo sviluppo del limes lungo il basso mwatmDanubio, era necessario a proteggere il fianco orientale dell'mwatqEuropa romana contro i continui attacchi dei vicini mwatuDaci.
Era dai tempi di mwatcGaio Giulio Cesare, quando il re mwatgdace mwatkBurebista aveva offerto il suo appoggio a mwatoGneo Pompeo Magno, durante il periodo della mwatsguerra civile, che questo popolo aveva costituito una costante minaccia alla sicurezza di mwatwRoma nei Balcani. Troppo spesso negli ultimi decenni i mwat0Daci, insieme agli alleati mwat4Bastarni e mwat8Sarmati mwauaRoxolani, avevano oltrepassato il mwaueDanubio, portando devastazione a sud del grande fiume. Erano loro, pertanto, l'unico grande ostacolo all'espansionismo romano di quest'area. Dovevano essere neutralizzati.
Si procedette così, durante tutta la mwaumdinastia giulio-claudia, a costruire attorno a loro una serie di alleanze filo-romane per evitare che potessero prendere contatti con le vicine genti mwauqsuebe di mwauuMarcomanni e mwauyQuadi ed accrescere la loro potenza nell'area mwauccarpato-balcanica. A tal scopo fu utile l'amicizia che mwaugRoma costruì con il popolo sarmata degli mwaukIazigi, ora migrati dall'mwauoOltenia alla pianura mwausungherese e posizionati tra mwauwDanubio e mwau0Tisza.
Al contrario i "cugini" orientali degli mwau8Iazigi, i mwavaRoxolani, preferirono allearsi alle genti daciche, compiendo negli anni mwave67-mwavi70 una serie di pesanti incursioni e devastazioni in territorio romano, distruggendo intere mwavmcoorti ausiliarie e provocando l'uccisione di un governatore provinciale. mwavqGiuseppe Flavio ricorda ad esempio che contemporaneamente alla mwavurivolta batava del mwavy69-mwavc70, si verificò un'invasione da parte delle popolazioni mwavgsarmatiche dei mwavkRoxolani (nel mwavo70). Essi passarono a sud del mwavsDanubio e, giunti inaspettatamente con grande violenza sulla vicina provincia romana di Mesia, sterminarono un gran numero dei soldati disposti a mwavwdifesa del confine. Lo stesso mwav0mwav4legatus Augusti pro praetore, mwav8Gaio Fonteio Agrippa, che si era fatto loro incontro attaccandoli con grande coraggio, venne ucciso.cite-ref-gflaviovii-4-3-16-0[16] Devastarono, quindi, l'intero territorio che si apriva loro davanti, saccheggiando ovunque giungessero. Vespasiano allora, informato dell'accaduto e di quanto fosse stata devastata la Mesia, inviò a punire i Sarmati mwawqRubrio Gallo, il quale poco dopo li affrontò in battaglia ottenendo una vittoria schiacciante e costringendo i superstiti a ritirarsi nei loro territori. Terminata l'invasione, Gallo provvide a fortificare nuovamente le frontiere provinciali, disponendo in quel settore di mwawulimes nuove guarnigioni più numerose e meglio fortificate «mwawysì che passare il fiume era per i barbari del tutto impossibile».cite-ref-gflaviovii-4-3-16-1[16]
Da Domiziano a Traiano (81-117)
La grande crisi del fronte del basso mwaxyDanubio scoppiò nell'85, quando i mwaxcDaci, tornati uniti sotto il nuovo re, mwaxgDecebalo, passarono il grande fiume distruggendo un esercito romano accorrente ed uccidendo lo stesso governatore di mwaxkMesia. La controffensiva romana non si fece attendere, portando lo stesso imperatore mwaxoDomiziano lungo il fronte mesico. La guerra che ne seguì fu difficile e sanguinosa. I Romani subirono un nuovo rovescio nell'mwaxs86, ma nell'mwaxw88 riuscirono a battere pesantemente mwax0Decebalo a mwax4mwax8Tapae. Lo scoppio della crisi mwayarenana con i mwayeCatti dell'mwayi88, l'usurpazione di mwaymSaturnino dell'mwayq89, ed infine le successive guerre mwayusuebo-mwayysarmatiche (degli anni mwayc89-mwayg97) sospesero le ostilità tra mwaykRoma ed i mwayoDaci, portando mwaysDomiziano e mwaywDecebalo a trattare ed a siglare un nuovo trattato di pace.
Il fronte del basso corso del mway4Danubio tornava tranquillo almeno fino a mway8Traiano, la provincia di mwazaMesia era divisa in mwazeMesia superiore e mwaziMesia inferiore, mentre nuovi forti furono costruiti lungo l'intero tratto del basso corso del mwazmDanubio. A queste modifiche furono aggiunti: un vallo in terra in mwazqDobrugia (tra mwazumwazyAxiopolis e mwazcmwazgTomis) a protezione dell'ultimo tratto del grande fiume; ed una mwazkflotta con base principale a mwazoSexaginta Prista, mentre non era stata ancora aperta la base di mwazwmwaz0Noviodunum.
L'ascesa al trono di mwaz8Traiano portò alla revoca del vecchio trattato siglato da mwaaaDomiziano e mwaaeDecebalo. È evidente che Traiano mirasse all'assorbimento del regno mwaaidacico (vedi oltre). È possibile che tra le mwaamdue guerre daciche di Traiano (mwaaq103-mwaau105) sia stato potenziato il tratto di limes in Dobrugia con l'aggiunta di un sistema più complesso di fortificazioni anche in pietra oltre al preesistente vallo in terra.
Il regno dacico cessò di esistere, a parte alcune zone rimaste libere lungo la pianura del mwaacTibisco, del basso mwaagMarisus e del mwaakCrisul. Il cuore del vecchio regno di mwaaoDecebalo fu trasformato, insieme all'mwaasOltenia occidentale ed al mwaawBanato, nella nuova mwaa0provincia di Dacia,cite-ref-17[17]cite-ref-18[18] con capitale la città di nuova fondazione di mwabyColonia Ulpia Traiana Augusta Dacica Sarmizegetusa (probabilmente sul tracciato del vecchio campo militarecite-ref-19[19] di mwabsTraiano).
Al contrario, buona parte della pianura della mwab0Valacchia (con l'installazione di alcuni forti di mwab4unità ausiliarie come a mwab8Piroboridava), della mwacaMuntenia e della mwaceMoldavia furono attribuite alla provincia di Mesia inferiore (con mwaciunità ausiliarie posizionate in forti lungo i fiumi mwacmOlt, mwacqIalomița e mwacuSiret).cite-ref-20[20] Ed infine le mwacofortezze legionarie di mwacsmwacwOescus e mwac0mwac4Ratiaria chiusero a vantaggio di due nuove fortezze, mwac8posizionate sempre lungo il Danubio ma più ad est: a mwadamwadeDurostorum (mwadilegio XI Claudia) e a mwadmmwadqTroesmis (mwaduLegio V Macedonica).
Da Adriano ad Aureliano (117-271)
La nuova riorganizzazione della mwaemDacia comportò, oltre all'abbandono dei territori della riva destra del mwaeqDanubio lungo la pianura mwaeumoldava e mwaeyvalacca, con l'arretramento del Limes al fiume Olt (al cosiddetto mwaecLimes Alutanus), anche la trasformazione di parte della mwaegMesia superiore ed mwaekinferiore, da frontiera esterna in interna.
Le conseguenze furono: il potenziamento delle difese lungo il basso corso del mwaesDanubio, con la costruzione di nuovi forti mwaewausiliari negli anni che seguirono; ed un mantenimento, seppur a ranghi ridotti, di parte dei vecchi forti compresi tra mwae0mwae4Viminacium e mwae8mwafaNovae, malgrado costituissero un tratto di frontiera ormai "cancellata" dalla recente acquisizione della mwafeprovincia dacica.
Durante il periodo delle mwafmguerre marcomanniche al tempo degli Imperatori mwafqMarco Aurelio, mwafuLucio Vero e mwafyCommodo, nel mwafc167-mwafg168, i mwafkSarmati mwafoIazigi riuscirono a sfondare il mwafslimes dacico (forse insieme ad alcune tribù di mwafwVandali), e battevano l'esercito romano accorrente lungo la frontiera occidentale della provincia della Dacia superiore, causando la morte dell'allora governatore di provincia, un certo Calpurnio Proculo. Fu per questi motivi che la mwaf0legio V Macedonica, appena tornata dalle campagne orientali, veniva trasferita dalla vicina mwaf4Mesia inferiore (posizionata a mwaf8mwagaTroesmis, attuale Iglita), in Dacia nei pressi di mwagemwagiPotaissa (attuale mwagmTurda). Pochi anni più tardi, nel mwagq170, la popolazione dei mwaguCostoboci, che abitavano i territori a nord-est della Dacia romana, mwagyinvasero le province occidentali di mwagcDacia, mwaggMesia e mwagkTracia fino a raggiungere l'mwagoAchaia. Alcune bande furono intercettate ed annientate nei pressi di mwagsmwagwScupi dalla mwag0mwag4Cohors II Aureliae Dardanorum.cite-ref-21[21]
Nel mwahq230 la guarnigione romana del mwahuRegno del Bosforo Cimmerio, nell'attuale mwahyCrimea, fu massacrata dai Borani, mentre i mwahcGoti, che si erano spinti fino alle coste del mwahgMar Nero, riuscirono ad occupare la città di mwahkOlbia (presso la moderna mwahoOdessa), probabilmente in mano romana dai tempi di mwahsNerone, che era difesa dal mwahwgovernatore della provincia di mwah0Mesia inferiore.cite-ref-22[22] Quasi una decina di anni più tardi, nel mwaii238, ad una nuova incursione dei Goti che avevano attraversato il basso corso del Danubio, sembra sia andato incontro l'imperatore mwaimDecimo Celio Calvino Balbino. Questa incursione vide i barbari saccheggiare e sterminare la popolazione di Histropolis,cite-ref-23[23] mentre la tribù di stirpe mwaigdacica dei Carpi, passò il Danubio più a monte, sempre lungo i confini della mwaikMesia inferiore. Il governatore provinciale, un certo mwaioTullio Menofilo, riuscì a trattare con i Goti offrendo loro un sussidiocite-ref-wissowa-24-0[24] in cambio della restituzione dei prigionieri in precedenza catturati, mentre riuscì a respingere i Carpi, dopo aver raccolto una consistente armata.cite-ref-25[25]
Ancora nel mwajq242-mwaju243, sotto il giovane mwajyGordiano III, il mwajcprefetto del pretorio mwajgTimesiteo riuscì a battere una coalizione di Carpi, Goti e Sarmati lungo le frontiere della mwajkMesia inferiore.cite-ref-26[26] Era evidente che a partire da questi anni i mwaj4Goti, che si erano ormai affacciati sulle sponde del mwaj8Mar Nero, compivano sempre più frequenti incursioni in territorio romano, devastando le province di mwakaTracia e mwakeMesia inferiore.
Ancora nel mwakm245-mwakq247, i Carpi della Dacia libera ripresero a compiere incursioni al di là del Danubio, nel territorio della mwakuMesia inferiore, dove né un certo mwakySeveriano, né il governatore provinciale poterono fermare gli invasori. Alla fine del primo anno di guerra, dovette intervenire lo stesso imperatore mwakcFilippo l'Arabo, il quale nel mwakg246 riportò un grande successo contro le genti germaniche dei mwakkQuadi lungo il fronte pannonico, grazie al quale gli fu attribuito l'appellativo di "mwakomwaksGermanicus maximus". Nel 247, l'offensiva romana riprese lungo il fronte del basso corso danubiano contro i Carpi, tanto che gli furono tributati nuovi onori e l'appellativo di "mwakwmwak0Carpicus maximus".cite-ref-27[27]cite-ref-southern222-28-0[28] È proprio a questo periodo che apparterrebbe l'istituzione di un comando militare generale e centralizzato per l'intera frontiera del medio e basso Danubio che avrebbe dovuto comprendere, pertanto, le province di Pannonia inferiore, mwalyMesia superiore ed mwalcinferiore, oltre alle Tre Dacie, a mwalgSirmio. A capo di questo distretto militare fu posto mwalkTiberio Claudio Marino Pacaziano.cite-ref-29[29] Ancora nel mwal4248 una nuova incursione di Goti, ai quali era stato rifiutato il contributo annuale promesso da mwal8Gordiano III, e di Carpi loro associati, portò ancora una volta devastazione nella provincia di Mesia inferiore.cite-ref-30[30]
Una grande invasione si ebbe nel mwamw249, quando Decio, proclamato imperatore dalle armate pannonico-mesiche, si diresse in Italia, portando con sé buona parte delle truppe di confine, e presso Verona riuscì a battere l'esercito di Filippo l'Arabo, che morì insieme a suo figlio. Ma l'aver sguarnito le difese dell'area mwam0balcanica permise, ancora una volta, a Goti e Carpi di riversarsi nelle province di Dacia, Mesia inferiore e Tracia. Sembra infatti che i Goti, una volta passato il Danubio ghiacciato, si dividessero in due colonne di marcia. La prima orda si spinse in Tracia fino a mwam4Filippopoli (l'odierna Plovdiv), dove assediarono il governatore mwam8Tito Giulio Prisco; la seconda, più numerosa (si parla di ben settantamila uominicite-ref-giordane18-1-31-0[31]) e comandata da mwanqCniva, si spinse in mwanuMesia inferiore, fino sotto le mura di mwanymwancNovae.cite-ref-32[32] L'imperatore era deciso a sbarrare la strada del ritorno ai Goti in Tracia e ad annientarli per evitare potessero ancora riunirsi e sferrare nuovi attacchi futuri, come narra mwanwZosimo (nel mwan0250).cite-ref-33[33] Lasciato Treboniano Gallo a Novae, sul Danubio, riuscì a sorprendere ed a battere Cniva mentre questi stava ancora assediando la città mesica di Nicopoli. Le orde barbariche riuscirono però ad allontanarsi e, dopo aver attraversato tutta la Penisola balcanica, attaccarono la città di Filippopoli. Decio, deciso ad inseguirli, subì però una cocente sconfitta presso mwaoiBeroe Augusta Traiana (l'attuale Stara Zagora).cite-ref-34[34] L'anno successivo, fu decisivo per le sorti della guerra in atto. Al principio dell'anno (mwaoc251) i Goti, che avevano trascorso l'inverno in territorio romano, in seguito a questa sconfitta offrirono la restituzione del bottino e dei prigionieri a condizione di potersi ritirare indisturbati. Ma Decio, che aveva ormai deciso di distruggere quest'orda di barbari, preferì rifiutare le proposte di Cniva e sul cammino del ritorno dispose le sue armate ed impegnò il nemico a mwaogbattaglia nei pressi di Abrittus, in mwaokDobrugia. Qui i Goti, pur stremati, riuscirono a infliggere una cocente sconfitta all'esercito romano (luglio del 251), uccidendo persino l'imperatore ed il figlio maggiore, Erennio Etrusco. Era la prima volta che un imperatore romano cadeva in battaglia contro un nemico straniero.cite-ref-35[35] Questa la tragica narrazione degli eventi di mwao4Giordane:
«E subito il figlio di Decio cadde mortalmente trafitto da una freccia. Alla notizia il padre, sicuramente per rianimare i soldati, avrebbe detto "Nessuno sia triste, la perdita di un solo uomo non deve intaccare le forze della Repubblica". Ma poco dopo, non resistendo al dolore di padre, si lanciò contro il nemico cercandovi o la morte o la vendetta per il figlio. [...] Perse pertanto impero e vita.»
(Giordane, De origine actibusque Getarum, XVIII, 3.)
Verso al fine del mwape267 e gli inizi del mwapi268cite-ref-36[36] una nuova ed immensa invasione da parte dei Goti, unitamente a mwapcPeucini, agli "ultimi arrivati" nella regione dell'attuale mwapgmar d'Azov, gli mwapkEruli, ed a numerosi altri popoli prese corpo dalla foce del fiume mwapoTyras (presso l'mwapsomonima città) e diede inizio alla più sorprendente invasione di questo terzo secolo, che sconvolse le coste e l'entroterra delle province romane di mwapwAsia Minore, mwap0Tracia e mwap4Acaia affacciate sul mwap8Ponto Eusino e sul mwaqaMare Egeo.cite-ref-zosimo42-1-37-0[37]cite-ref-grant231232-38-0[38]
Sembra che i barbari diedero per prima cosa l'assalto alla città di mwarcTomi, ma furono respinti. Proseguirono invadendo la mwargMesia e la Tracia fino a raggiungere mwarkMarcianopoli.cite-ref-39[39] Dopo aver fallito anche questo secondo obbiettivo, continuarono la loro navigazione verso sud, ma arrivati negli stretti della mwar4Propontide subirono numerose perdite a causa di una violenta tempesta che si era abbattuta su di loro.cite-ref-40[40] L'invasione si concluse nel mwasm269, quando agli inizi di quest'anno, dopo che per alcuni mesi i mwasqGoti erano stati tenuti a bada dalle armate romane di Marciano, il nuovo imperatore Claudio II riuscì a raggiungere il teatro degli scontri ed a riportare una vittoria decisiva su queste genti nella mwasybattaglia di Naisso, dove si racconta che persero la vita ben cinquantamila barbari. I Germani erano arrivati nel cuore della mwascMesia percorrendo la strada che da mwasgTessalonica conduce a mwaskScupi e poi verso nord, dopo aver devastato i territori attorno a mwasoPelagonia (l'attuale mwassBitola).cite-ref-grant231232-38-1[38]cite-ref-41[41] La morte prematura di Claudio nel mwatq270, costrinse mwatuAureliano a concludere rapidamente la guerra contro i Goti in mwatyTracia e nelle mwatcMesie, ponendo fine agli assedi di Anchialus (nei pressi della moderna mwatgPomorie, lungo le coste mwatkbulgare del mwatoMar Nero) e di mwatsNicopolis ad Istrum.cite-ref-42[42]
I continui e sempre più frequenti attacchi dei Goti (in particolare, della tribù dei mwaueTervingicite-ref-43[43]), unitamente a Carpi e mwauySarmati mwaucIazigi della piana del mwaugTibisco,cite-ref-44[44] contro il "saliente" romano della mwau0provincia di Dacia provocarono nel mwau4271-mwau8273 l'abbandono definitivo di tutti i mwavaterritori d'oltre Danubio da parte dell'Imperatore mwaveAureliano, il quale aveva dovuto combattere duramente in Occidente contro l'mwaviImpero delle Gallie, ed in Oriente contro il mwavmRegno di Palmira.
Sgombrando, così, l'area a nord del Danubio, Aureliano decise di formare tuttavia una nuova provincia di Dacia a sud del corso del grande fiume, scorporando due nuove regioni dalla Mesia inferiore: la "Dacia Ripense" e la "Dacia Mediterranea".cite-ref-45[45]
Le conseguenze dell'abbandono romano del bacino mwavocarpatico generò non solo nuove tensioni tra Goti e mwavsGepidi ad oriente e Iazigi ad occidente, a causa del contatto tra le varie tribù, ma permise anche di rafforzare le frontiere del medio-basso corso del Danubio con il ritiro di due intere legioni (mwavwlegio V Macedonica e mwav0legio XIII Gemina, posizionate ora ad mwav4Oescus e mwav8Ratiaria) ed un consistente mwawanumero di unità ausiliarie, per un totale complessivo di oltre quarantacinquemila armati.cite-ref-46[46]
L'abbandono della mwawyDacia Traiana dei romani è menzionato dalla mwawcHistoria Augustacite-ref-47[47] e da mwawwEutropio nel suo mwaw0Breviarium, libro IX:
(latino)
«
Provinciam Daciam, quam Traianus ultra Danubium fecerat, intermisit, vastato omni Illyrico et Moesia, desperans eam posse retinere, abductosque Romanos ex urbibus et agris Daciae in media Moesia collocavit appellavitque eam Daciam, quae nunc duas Moesias dividit et est in dextra Danubio in mare fluenti, cum antea fuerit in laeva.
»
(italiano)
«
La provincia di Dacia, che Traiano aveva formato oltre il Danubio, è stata abbandonata, dopo che l'Illirico e la Mesia sono state spopolate, perché era impossibile mantenerla. I romani, spostati dalle città e terre di Dacia, si sono sistemati dall'interno della Mesia, che adesso chiamano Dacia, sulla sponda destra del Danubio fino al mare, rispetto a cui la Dacia si trovava prima sulla sinistra.
»
(Eutropio, Breviarium, libro IX.)
Da Diocleziano alla caduta dell'impero romano d'Occidente (284-476)
Con la salita al trono di mwaxwDiocleziano nel mwax0284 l'esercito e le frontiere subirono un forte e rinnovato programma di riforma strategico-militare, per interrompere un processo, ormai avviato da almeno un cinquantennio, di disgregazione degli equilibri interni ed esterni all'mwax4impero romano. I forti esistenti furono rimodellati con torri aggettanti, porte strette, mentre se ne costruivano di nuovi infittendo le linee difensive. Teste di ponte erano, infine, costruite o ricostruite lungo la riva sinistra del mwax8Danubio.
Sappiamo che a Diocleziano toccò respingere nuove invasioni mwayegermano-mwayisarmatiche sia in Mesia sia in mwaymPannonia nel mwayq285, ancora una volta favorite dall'aver sguarnito le frontiere del medio-basso tratto danubiano a causa della recente guerra civile contro mwayuMarco Aurelio Carino. In seguito a tali successi ricevette l'appellativo di "mwayymwaycGermanicus maximus" e "mwaygmwaykSarmaticus maximus", avendo battuto in modo decisivo mwayoQuadi e mwaysIazigi.cite-ref-48[48]cite-ref-scarre197-49-0[49] E ancora quindici anni più tardi, nel mwazq299, Diocleziano ed il mwazuCesare mwazyGalerio, una volta terminate le mwazcoperazioni in Oriente si concentrarono nel difendere i confini danubiani della Mesia inferiore, conducendo una campagna contro Carpi,cite-ref-50[50] mwazwBastarni e Sarmati (presumibilmente si trattava dei mwaz0Roxolani).cite-ref-51[51] Una grande quantità di persone appartenenti a questi popoli fu fatta prigionieri e trasferita all'interno delle frontiere imperiali (nella Pannonia a nord del fiume mwa0iDrava, come sembra suggerire mwa0mAmmiano Marcellinocite-ref-52[52]).
Nel mwa1q323 fu l'Imperatore mwa1uCostantino I a bloccare una nuova invasione di Goti,cite-ref-aurvictdecaes41-53-0[53] i quali sotto il comando di un certo Rausimodo, avevano deciso di attraversare l'mwa1sIstro, nel tentativo di devastare i territori romani della mwa1wMesia inferiore e mwa10Tracia.cite-ref-valesiani5-21-54-0[54] Costantino, informato di ciò, lasciò il suo quartier generale di mwa2iTessalonicacite-ref-zosimoii-22-3-55-0[55] e si apprestò a marciare contro di loro. I barbari saputo dell'arrivo dellmwa2c'mwa2gaugusto decisero di ritirarsi in mwa2kValacchia,cite-ref-schreiber78-56-0[56] ma Costantino attraversato anch'egli l'Istro, raggiunse l'invasore goto e nella battaglia che ne seguì, fece grande strage degli stessi, riuscendo ad uccidere lo stesso Rausimodo.cite-ref-zosimoii-21-3-57-0[57] I barbari furono così costrette a chiedere la pace,cite-ref-valesiani5-21-54-1[54] e Costantino, che aveva però sconfinato, attaccando il nemico nella parte d'mwa3yimpero romano non di sua competenza (si trattava della Mesia), ed appartenente all'altro mwa3cmwa3gaugusto, mwa3kLicinio, scatenò così una mwa3onuova guerra civile tra i due.cite-ref-58[58]
La fine della guerra civile che ne seguì portò alla sconfitta definitiva di Licinio ed alla consacrazione di Costantino quale unico mwa4amwa4eAugusto (mwa4i324).cite-ref-zosimoii-28-2-59-0[59] Egli, memore delle recenti guerre contro i Goti, decise di costruire alcuni ponti di pietra, al fine di incutere timore nelle popolazioni barbare a nord delle mwa4cprovince danubiane: il primo tra mwa4gmwa4kOescus ed il nuovo forte di mwa4omwa4sSucidavacite-ref-60[60]cite-ref-whittaker185-61-0[61] (posto sulla sponda nord del mwa5qDanubio, quale testa di ponte), un secondo tra mwa5umwa5yTransmarisca ed il forte di mwa5cDaphne (anche quest'ultimo, testa di ponte a nord dell'mwa5kIstro).cite-ref-schreiber78-56-1[56]cite-ref-whittaker185-61-1[61] Non possiamo, però, escludere che la costruzione di queste nuove fortificazioni siano da mettere in relazione con le successive campagne gotiche degli anni mwa6i326-mwa6m329.cite-ref-62[62]
Negli anni successivi (a partire dal mwa6k329), sempre lungo il mwa6ofronte del basso Danubio, i mwa6sGoti tornarono ad agitarsi, riuscendo ancora una volta a penetrare fino in mwa6wMesia inferiore ed in mwa60Tracia, dove portarono devastazione; ma anche questa volta Costantino riuscì a respingere le orde barbariche, per poi penetrare nei loro territori dopo aver costruito un nuovo ponte in pietra nella regione della mwa64Scizia, come ci ricorda la mwa68titolatura di questi anni e gli mwa7amwa7eAnnales Valesiani,cite-ref-63[63] secondo la quale ricevette per la quarta volta, il titolo vittorioso di mwa7ymwa7cGermanicus maximus,cite-ref-cil2-481-64-0[64] e per la prima volta quello di mwa7wmwa70Gothicus maximus.
E proprio in seguito a questi eventi l'imperatore mwa78Costantino I potrebbe aver dato inizio alla costruzione del nuovo tratto di mwa8amwa8elimes, il cosiddetto mwa8iBrazda lui Novac du Nord,cite-ref-m-csy280-282-65-0[65] che correva parallelo ed a settentrione del basso corso del mwa8cDanubio, da mwa8gDrobeta alla pianura della mwa8kValacchia orientale fino al mwa8ofiume Siret, inglobandone i nuovi territori "riconquistati". Non a caso lo stesso mwa8sAurelio Vittore racconta che fu costruito un ponte sul Danubio (riferendosi a quello del mwa8w328), oltre a numerosi mwa80forti e fortini in diverse località, a protezione dei mwa84confini imperiali.cite-ref-66[66] Si trattava di tutta una serie di terrapieni al di là del mwa9mDanubio, in mwa9qOltenia e nella pianura mwa9uvalacca, per allentare la pressione sulla frontiera stessa. Questo sistema di fortificazioni, lungo 300mwa9y km e costruito tra il mwa9c330 ed il mwa9g340, viene oggi comunemente chiamato: "mwa9kmwa9oBrazda lui Novac du Nord".cite-ref-67[67]
Al termine di questo periodo di guerre, nel mwa-a336, Costantino, che tanto tempo aveva impiegato per riunificare l'mwa-eImpero sotto la guida di un unico sovrano, decise di dividerlo nuovamente in mwa-iquattro parti principali (ed una secondaria, affidata al nipote mwa-mAnnibaliano), lasciando ai figli, mwa-qCostantino II, la parte più occidentale (dalla mwa-uBritannia, alla mwa-yGallia, fino alla mwa-cmwa-gHispania), a mwa-kCostante I quella centrale (mwa-oRezia, mwa-sNorico, mwa-wPannonie, mwa-0Italia e passi alpini, oltre all'mwa-4Africa), a mwa-8Costanzo II (l'mwa-aAsiana, l'mwa-eOriente e l'mwa-iEgitto), mentre al nipote mwa-mDalmazio, il "cuore" del nuovo impero (mwa-qDacia, mwa-uTracia, mwa-yMacedonia) con la capitale mwa-cCostantinopoli,cite-ref-jones112-68-0[68] per evitare che i figli potessero poi contendersela in una nuova guerra civile. In pratica egli ricostituiva una nuova forma di mwa-wTetrarchia, che però durò poco meno di sei mesi, poiché, morto Costantino (22 maggio del mwa-0337), Dalmazio fu assassinato e l'Impero rimase diviso ora in tre parti.cite-ref-302-306-69-0[69]
Il secolo successivo vide la mwbamMesia subire ripetuti attacchi fino all'invasione degli mwbaqUnni di mwbauAttila nel mwbay447. Ad esempio nel mwbac357, la consueta coalizione tra mwbagMarcomanni e mwbakQuadi, cui si erano uniti anche i mwbaoSarmati mwbasIazigi, tornò ad agitarsi sul mwbawDanubio, invadendo e saccheggiando mwba0Rezia, mwba4Pannonia e Mesia superiore.cite-ref-70[70] Nel mwbbm374 i mwbbqQuadi ripresero a compiere nuove scorrerie in mwbbuPannonia (forse già dalla fine del mwbby373), insieme alla vicina tribù mwbbcsarmatica degli mwbbgIazigi, che riuscì nell'impresa di battere due intere legioni (la mwbbklegio Pannonica e la mwbbslegio Moesiacacite-ref-71[71]). Fu solo grazie all'intervento del futuro imperatore mwbceTeodosio I, allora governatore della Mesia I, che questa invasione fu fermata.cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]cite-ref-baroni1033-74-0[74]
Pochi anni più tardi si ebbe un'mwbc8invasione epocale per la Mesia e la vicina Tracia. Nel mwbda376, infatti, Roma fu costretta ad accogliere duecentomila mwbdeVisigoti, che premevano lungo i confini tra le foci del Danubio, la Mesia II e la mwbdiTracia. La gestione di questo trattato (mwbdmfoedus) fu gestita però in modo estremamente negativo. Il trattato di pace prevedeva per i Goti, la consegna delle loro armi e dei loro giovani figli come ostaggi, senza però assicurar loro un adeguato approvvigionamento alimentare, tanto che la fame e gli stenti spinsero alla rivolta, guidati da mwbdqFritigerno. A loro si unirono agli mwbduOstrogoti che avevano a loro volta passato il Danubio ed insieme riuscirono a battere un mwbdyesercito romano accorrente nei pressi di mwbdcMarcianopoli. E se in un primo momento le popolazioni mwbdggotiche furono respinte dalla mwbdkprovincia di Tracia da alcuni generali di Valente, fino verso la mwbdoDobrugia, nel mwbds378, i Goti reagirono, dilagando fino a sud dei Balcani insieme ad alcuni corpi degli stessi mwbdwUnni. Riuscì però a fermarli il mwbd0mwbd4magister peditum mwbd8Sebastiano, il quale ne rallentò provvisoriamente le loro incursioni. Poco dopo mosse contro le orde barbariche lo stesso imperatore mwbeaValente, il quale nella successiva mwbeebattaglia di Adrianopoli, subì non solo una disastrosa sconfitta, ma cadde egli stesso sul campo di battaglia. I Visigoti rimasero in Mesia, compiendo ripetute razzie nelle regioni circostanti. L'imperatore mwbeiGraziano richiamò, allora, mwbemTeodosio il giovane al quale affidò l'incarico di respingere nuove incursioni di Sarmati Iazigi in Pannonia e nominandolo mwbeqmwbeumagister militum.cite-ref-baroni1033-74-1[74]
Successivamente nel VI secolo furono mwbesSlavi, mwbewProto-bulgari ed mwbe0Avari, a sostituirsi a Goti ed Unni, premendo lungo la bassa frontiera danubiana. La sua vicinanza alla capitale dell'mwbe4impero bizantino, mwbe8Costantinopoli, ne preservò ancora per qualche secolo le sue frontiere.
Esercito e difesa
In quanto provincia di frontiera, la Mesia fu munita di una gran quantità di fortezze situate lungo il Danubio, e in particolar modo venne eretto un vallo fra Axiopolis e mwbf0Tomi, a protezione delle scorrerie di mwbf4Sciti e mwbf8Sarmati. Il presidio militare in Moesia era costituito dalle mwbgalegioni mwbgeI Italica e mwbgmXI Claudia.
Nell'era tardo antica, dalla mwbgynotitia dignitatum (395 d.C.), sappiamo che in Scizia erano presenti la mwbgcI Iovia e la mwbgkII Herculia.
Legioni e fortezze
Vale la pena ricordare che nelle due province di mwbg4Mesia superiore e mwbg8Mesia inferiore ci furono numerose mwbhafortezze legionarie a seconda del periodo considerato. Diminuirono durante l'occupazione della vicina mwbheDacia nel periodo che va dal mwbhi106 (al termine della mwbhmconquista di Traiano) al mwbhq274 ca. (anno dell'abbandono definitivo di mwbhuAureliano). Aumentarono invece a partire da mwbhyDiocleziano.
Auxilia , forti e fortini
Vi erano poi oltre numerose di mwbhsunità ausiliarie a difesa dei confini e delle principali strade che conducevano all'interno (da mwbhwcastelli ausiliari a mwbh0turris e mwbh4mwbh8burgi). Sappiamo da tutta una serie di iscrizioni epigrafiche che c'erano:
nel mwbii74
• mwbi8I Bracaraugustanorum, mwbjaI Sugambrorum tironum, mwbjeII Chalcidenorum, mwbjiIIII Hispanorum, mwbjm[I] Ubiorum, mwbjq[I] Tyriorum e mwbju[I] Cilicum.
nel mwbjg77
• mwbkuI Cantabrorum, mwbkyI Thracum Syriaca, mwbkcI Sugambrorum tironum, mwbkgII Lucensium, mwbkkIII Gallorum, mwbkoVIII Gallorum, mwbks[I] Cilicum e mwbkw[II] Mattiacorum.
nell'mwbk882
in mwbliMesia:cite-ref-77[77] 5 mwblcmwblgAlae di mwblkcavalleria e 9 mwblomwblscohortes di mwblwfanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbl8I Flavia Gemina, mwbmaI Cannenefatium, mwbmeII Flavia Gemina, mwbmiScubulorum e mwbmmPicentiana;
• per le coorti: mwbmuI Germanorum, mwbmyI Aquitanorum, mwbmcI Asturum, mwbmgI Thracum, mwbmkII Raetorum, mwbmoII Aquitanorum, mwbmsIII Aquitanorum, mwbmwIIII Aquitanorum e mwbm0VII Raetorum.
nel mwbna94
• in mwbnqMesia superiore:cite-ref-78[78] 3 mwbnkmwbnoAlae di mwbnscavalleria e 9 mwbnwmwbn0cohortes di mwbn4fanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwboeII Pannoniorum, mwboiClaudia nova e mwbomPraetoria singularium;
• per le coorti: mwbouI Cilicum, mwboyI Cisipadensium, mwbocI Cretum, mwbogI Flavia Hispanorum milliaria, mwbokI Antiochensium, mwbooII Gallorum Macedonica, mwbosIIII Raetorum, mwbowV Gallorum e mwbo0V Hispanorum.
nel mwbpa99
• in mwbpqMesia inferiore:cite-ref-oltina-79-0[79] 3 mwbpkmwbpoAlae di mwbpscavalleria e 6 mwbpwmwbp0cohortes di mwbp4fanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbqeGallorum Flaviana, mwbqiI Pannoniorum e mwbqmII Hispanorum et Arvacorum;
• per le coorti: mwbquI Sugambrorum veterana, mwbqyI Bracaraugustanorum, mwbqcI Hispanorum veterana, mwbqgII Mattiacorum, mwbqkII Gallorum e mwbqoI Ubiorum.
ancora nel mwbqw99, mwbq0Traiano operò una redistribuzione di forze ausiliarie lungo il mwbq4limes danubiano in vista dell'imminente mwbq8conquista della Dacia:
• in mwbriMesia inferiore:cite-ref-80[80] 3 mwbrcmwbrgAlae di mwbrkcavalleria e 7 mwbromwbrscohortes di mwbrwfanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbr8I Asturum, mwbsaI Flavia Gaetulorum e mwbseI Vespasiana Dardanorum;
• per le coorti: mwbsmI Lepidiana civium Romanorum, mwbsqI Tyriorum, mwbsuI Lusitanorum Cyrenaica, mwbsyII Flavia Brittonum, mwbscII Chalcidenorum, mwbsgIII Gallorum e mwbskVII Gallorum.
nel mwbsw100
• in mwbtaMesia superiore:cite-ref-81[81] 3 mwbtumwbtyAlae di mwbtccavalleria e 20 mwbtgmwbtkcohortes di mwbtofanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbt0I Claudia nova, mwbt4II Pannoniorum e mwbt8I Flavia Bessorum;
• per le coorti: mwbueI Thracum civium Romanorum, mwbuiI Flavia Hispanorum milliaria, mwbumI Antiochensium, mwbuqI Lusitanorum, mwbuuI Montanorum civium Romanorum, mwbuyI Cisipadensium, mwbucI Cretum, mwbugI Vindelicorum milliaria civium Romanorum, mwbukI Thracum Syriaca, mwbuoI Cilicum, mwbusII Hispanorum, mwbuwII Gallorum Macedonica, mwbu0II Brittonum milliaria civium Romanorum Pia Fidelis, mwbu4II Flavia Commagenorum, mwbu8III Brittonum, mwbvaIIII Raetorum, mwbveV Gallorum, mwbviV Hispanorum, mwbvmVI Thracum e mwbvqVII Breucorum civium Romanorum.
nel mwbvc105
• in mwbvsMesia inferiore:cite-ref-82[82] 3 mwbwamwbweAlae di mwbwicavalleria e 7 mwbwmmwbwqcohortes di mwbwufanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbwgI Flavia Gaetulorum, mwbwkI Asturum e mwbwoII Hispanorum et Arvacorum;
• per le coorti: mwbwwI Lepidiana civium Romanorum, mwbw0I Bracaraugustanorum, mwbw4I Sugambrorum tironum, mwbw8II Mattiacorum, mwbxaII Chalcidenorum, mwbxeII Flavia Brittonum e mwbxiI Ubiorum.cite-ref-83[83]
nel mwbxk115
• in mwbx0Mesia superiore:cite-ref-84[84] 1 mwbyimwbymAla di mwbyqcavalleria e 8 mwbyumwbyycohortes di mwbycfanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbyoAla Praetoria singularium;
• per le coorti: mwbywI Thracum Syriaca, mwby0I Montanorum, mwby4I Cilicum, mwby8I Cisipadensium, mwbzaIII Augusta Nerviana Pacensi, mwbzeIIII Raetorum, mwbziV Hispanorum e mwbzmVII Breucorum.
nel mwbzy116
• in mwbzoMesia inferiore (durante le mwbzscampagne partiche di Traiano):cite-ref-85[85] 2 mwbaamwbaeAlae di mwbaicavalleria e 5 mwbammwbaqcohortes di mwbaufanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbagII Hispanorum et Aravacorum e mwbakI Gallorum Atectorigiana;
• per le coorti: mwbasI Tyriorum sagittariorum, mwbawI milliaria Brittonum, mwba0I Sugambrorum tironum, mwba4II Flavia Bessorum e mwba8II Flavia Numidarum.
nel mwbbi134
• in mwbbyMesia inferiore:cite-ref-86[86] 2 mwbbsmwbbwAlae di mwbb0cavalleria e 5 mwbb4mwbb8cohortes di mwbcafanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbcmI Gallorum et Pannoniorum e mwbcqI Vespasiana Dardanorum;
• per le coorti: mwbcyI Cilicum, mwbccI Bracaraugustanorum, mwbcgII Mattiacorum, mwbckI Claudia Sugambrorum, mwbcoII Chalcidenorum.
nel mwbc0157
• in mwbdeMesia inferiore:cite-ref-87[87] 5 mwbdymwbdcAlae di mwbdgcavalleria e 11 mwbdkmwbdocohortes di mwbdsfanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbd4I Gallorum et Pannoniorum, mwbd8I Gallorum Atectorigiana, mwbeaII Hispanorum Arvacorum, mwbeeI Vespasina Dardanorum e mwbeiI Flavia Gaetulorum;
• per le coorti: mwbeqI Bracarorum, mwbeuI Flavia Numidarum, mwbeyII Flavia Brittonum, mwbecI Claudia Sugambrorum veterana, mwbegII Chalcidenorum sagittariorum, mwbekI Cilicum sagittariorum, mwbeoI Thracum Syriaca, mwbesI Germanorum, mwbewII Bracaraugustanorum, mwbe0Lusitanorum Cyrenaica e mwbe4I Cisipadensium.
nel mwbfe160
• in mwbfuMesia superiore:cite-ref-88[88] 2 mwbfomwbfsAlae di mwbfwcavalleria e 10 mwbf0mwbf4cohortes di mwbf8fanteria (o miste), i cui nomi erano:
• per le ali: mwbgiI Claudia nova miscellanea e mwbgmI Gallorum Flaviana;
• per le coorti: mwbguV Gallorum, mwbgyV Hispanorum, mwbgcI Montanorum, mwbggI Antiochensium, mwbgkI Cretum, mwbgoIII Campestris, mwbgsII Gallorum, mwbgwIII Brittonum, mwbg0I Lusitanorum e mwbg4I Pannoniorum.
Limes della Mesia superiore
Di questo tratto di mwbhmlimes sappiamo che in alcuni periodi del I e II secolo, il tratto più occidentale fu in particolari momenti aggregato alla confinante mwbhqmwbhuPannonia inferior, in altri rimase amministrato militarmente dalla mwbhyMoesia superior.
Qui di seguito la legenda ed un elenco dettagliato delle postazioni militari di questo tratto di mwbhglimes:
• mwbhslegio=mwbhwlegione romana
• mwbh4coh.=mwbh8coorte
• mwbiemill.=milliaria (composta da mwbii1 000 uomini)
• mwbiqeq.=mwbiucoorte equitata
• mwbicala=mwbigunità di cavalleria
• mwbiovexill=mwbismwbiwvexillationes
• mwbi4c.R.=mwbi8mwbjacivium Romanorum
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappe/foto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| fortezza legionaria | Singidunum | Belgrado | 86 | 441 | 18 ha | Legio IV Flavia Felix | |
| Burgus | Octavum | Višnjica | | | | | |
| forte ausiliario | Tricornium | Ritopek | Traiano / Adriano [ 89 ] | V secolo ? [ 90 ] | 1,3 ha | Coh.I Pannoniorum [ 91 ] vexill. Legio IIII Flavia Felix [ 92 ] vexill. Legio VII Claudia [ 93 ] | |
| forte ausiliario | | Stojnik | Commodo ? [ 94 ] | | | Coh.II Aurelia nova mil.eq. c.R. [ 94 ] | |
| forte alare | Aureus Mons | Złotoryja | | | 3,2 ha | | |
| forte ausiliario | Margum | Dubravica - Smederevo - Orašje | | | | vexill. Legio IV Flavia Felix [ 95 ] | |
| fortezza legionaria | Viminacium | Kostolac | 46 | 441 | 17,1 ha | coh.VI e VII Breucorum [ 96 ] legio VII Claudia [ 97 ] vexill. Legio IIII Flavia Felix [ 98 ] | |
| forte ausiliario | Lederata | Rama | 100 ca. | V secolo | | vexill. Legio VII Claudia [ 99 ] | |
| forte ausiliario | | Pojajena | | | | vexill. Legio VII Claudia [ 100 ] vexill. Legio IV Flavia Felix [ 101 ] Coh.V Gallorum [ 102 ] Ala Frontoniana [ 103 ] | |
| forte ausiliario | Cuppae | Golubac | | | 2,9 ha | Coh. I Flavia Hispanorum mil. [ 104 ] Coh. V (Gallorum?) [ 105 ] Coh. III Campestris (?) [ 106 ] | |
| forte ausiliario | Novae | Čezava | Vespasiano ? | Adriano ? | 2,1 ha | | |
| forte ausiliario | Drobeta | Turnu Severin | 86 / 89 ( legione ) | dal 106 ( auxilia ) fino al V secolo | 1,67 ha | Legio XIII Gemina [ 107 ] Legio V Macedonica [ 108 ] Legio VII Claudia [ 109 ] Coh. I sagittariorum c.R. eq. mill. [ 110 ] Coh. I Cretum [ 111 ] Coh. II Hispaniorum [ 112 ] Coh. III Brittonum [ 113 ] Coh. III Campestris [ 114 ] | |
| forte ausiliario | Egeta | Brza Palanka | | | 2,8 ha | vexill. Legio VII Claudia [ 115 ] Coh. I Cretum [ 116 ] | |
| forte ausiliario | Dorticum | | | | | | |
| fortezza legionaria forte ausiliario | Ratiaria | Archar | 71 | V secolo | 3,5 ha (forte auxiliae ) | Legio V Macedonica [ 117 ] Legio VII Claudia [ 118 ] Legio XIII Gemina [ 119 ] Coh. I Cretum [ 120 ] | |
Limes della Mesia inferiore
Qui di seguito trovate alcuni dei forti ausiliari e legionari del mwb-0limes moesicus inferior
• mwcaalegio=mwcaelegione romana
• mwcamcoh.=mwcaqcoorte
• mwcaymill.=milliaria (composta da mwcac1 000 uomini)
• mwcakeq.=mwcaocoorte equitata
• mwcawala=mwca0unità di cavalleria
• mwca8vexill=mwcbamwcbevexillationes
• mwcbmc.R.=mwcbqmwcbucivium Romanorum
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappe/foto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| forte ausiliario | Cebro | ? | | | | | |
| forte ausiliario | Augusta | Harlec | | | | | |
| fortezza legionaria e forte ausiliario | Oescus | Gigen ( Pleven ) | 6 | V secolo | 3,2 ha (forte ausiliario) | legio I Italica [ 121 ] legio V Macedonica [ 122 ] legio XI Claudia [ 123 ] Coh. II Flavia Brittonum [ 124 ] | |
| forte ausiliario | Sucidava | Cartierul Celei ( Corabia ) | Traiano | VI secolo | | vexill. legio IV Flavia Felix [ 125 ] vexill. legio V Macedonica [ 126 ] vexill. legio VII Claudia [ 127 ] vexill. legio X Gemina [ 128 ] vexill. legio XIII Gemina [ 129 ] Coh. I Cretum [ 130 ] Coh. III Alpinorum Dardanorum [ 131 ] Cuneus aequitum Dalmatarum [ 132 ] Equites numeri Constantinorum [ 133 ] | |
| forte ausiliario | Asamum | ? | | | | | |
| fortezza legionaria e forte ausiliario | Novae | Svištov | 46 | 430 ca. | 17,9 ha | legio VIII Augusta ( 46 - 68 ); [ 134 ] vexill. legio XI Claudia ( 68 - 70 ?); [ 135 ] legio I Italica ( 70 - 430 ca.). [ 136 ] | |
| forte ausiliario base classis Moesica | Sexaginta Prista | Ruse-Russe | Vespasiano [ 137 ] | V secolo | | Coh. II Flavia Brittonum [ 138 ] Coh. II Mattiacorum [ 139 ] Coh. III Mattiacorum [ 140 ] vexill. legio I Italica [ 141 ] vexill. legio V Macedonica [ 142 ] vexill. legio XI Claudia [ 143 ] | |
| forte ausiliario | Appiaria | Ryahovo | | | | Ala Atectorigiana [ 144 ] Cof. I mill. Batavorum [ 145 ] vexill. legio XI Claudia [ 146 ] | |
| forte ausiliario | Transmarisca | Tutrakan | | | | Coh. I Thracum Syriaca [ 147 ] | |
| fortezza legionaria | Durostorum | Silistra | 107 | V secolo | 22,2 ha | legio XI Claudia [ 148 ] legio VII Claudia [ 149 ] legio I Italica [ 150 ] | |
| forte ausiliario | Altenum ? | Oltina [ 79 ] | Traiano [ 79 ] | IV secolo | 2,0 ha | Ala II Gallorum Flaviana [ 79 ] Classis Moesica | |
| forte ausiliario | Sacidava | Rasova | inizi II secolo | inizi VII secolo | ? ha | Coh. equitata I Ciclicum milliaria [ 151 ] Coh. I Aquitanorum [ 152 ] Coh. IV Gallorum [ 153 ] Vexillationes legio V Macedonica [ 154 ] | |
| forte ausiliario | Tropaeum Traiani | Adamclisi | | | | Coh. I Cilicum [ 155 ] vexill. legio I Italica [ 156 ] vexill. legio V Macedonica [ 157 ] vexill. legio XI Claudia [ 158 ] | |
| forte ausiliario | Castellum Cilicum | ? | | | | | |
| base della Classis Moesica | Axiopolis | Cernavodă | | | | vexill. legio XI Claudia [ 159 ] | |
| forte ausiliario | Capidava | Crucea | | | 1,3 ha | Coh. I Germanorum [ 160 ] vexill. legio V Macedonica [ 161 ] legio I Iovia [ 162 ] | |
| forte ausiliario e sede della Classis Moesica [ 163 ] | Carsium | Hârșova | Traiano [ 164 ] | V secolo | | Ala Gallorum Flaviana [ 165 ] Ala II Hispanorum et Arvacorum [ 166 ] vexill. legio I Italica [ 167 ] legio I Iovia [ 168 ] | |
| forte ausiliario | Civis | ? | | | | | |
| forte ausiliario | Libidia | ? | | | | | |
| fortezza legionaria , forte ausiliario e sede Classis Moesica [ 169 ] | Troesmis | Balta Iglita | Traiano | 167 - 168 | | legio V Macedonica [ 170 ] vexill. legio I Italica [ 171 ] Ala I Pannoniorum [ 172 ] legio II Herculia [ 173 ] | |
| forte ausiliario | Arrubium | Măcin | | | | Ala I Dardanorum [ 174 ] Ala II Arvacorum [ 175 ] vexill. legio V Macedonica [ 176 ] | |
| forte ausiliario e sede Classis Moesica [ 177 ] | Dinogetia | Garvan | | | | Coh. I Cilicum [ 178 ] Coh. II Mattiacorum [ 179 ] vexill. legio I Italica [ 180 ] vexill. legio V Macedonica [ 181 ] legio I Iovia [ 182 ] | |
| forte ausiliario base classis Moesica [ 183 ] | Noviodunum | Isaccea | Traiano [ 184 ] | IV secolo ? | | vexill. legio I Italica [ 185 ] vexill. legio V Macedonica [ 186 ] legio I Iovia [ 187 ] | |
| forte ausiliario base classis Moesica | Aegyssus | Tulcea | II secolo [ 188 ] | IV secolo | | vexill. legio V Macedonica [ 189 ] legio I Iovia [ 190 ] | |
| forte ausiliario | Salsovia | Mahmudia | Traiano ? [ 191 ] | IV secolo [ 192 ] | | vexill. legio I Italica [ 193 ] | |
| forte ausiliario base classis Moesica [ 194 ] | Halmyris | Murighiol | | | 2,6 ha | vexill. legio I Italica [ 195 ] vexill. legio XI Claudia [ 196 ] | |
| forte ausiliario | Ad Stoma | Enisala | | | | | |
| guarnigione cittadina | Histria / Histriopolis | Istria | | | | Ala II Arabacorum [ 197 ] Ala XII Catafractariorum [ 198 ] | |
| guarnigione cittadina | Tomis | Costanza | Vespasiano ? [ 199 ] | | | Ala Atectorum [ 200 ] Ala I [Flavia?] Pannoniorum [ 201 ] Coh. I Cilicum [ 202 ] Coh. I Thracum [ 203 ] Coh. VII Gallorum [ 204 ] vexill. legio V Macedonica [ 205 ] vexill. legio XI Claudia [ 206 ] | |
| forte ausiliario | Stratonis | Tuzla | | | | | |
| forte ausiliario? | Callatis | Mangalia | | | | | |
Geografia politica ed economica
Principali centri urbani
Al lavoro di urbanizzazione del retroterra bulgaro di mwddqFilippo II di Macedonia, succeduta alla presenza di città ellenistiche sulla costa, succedettero i romani che si occuparono della vera e propria urbanizzazione di tutta la regione, in special modo sotto mwdduTraiano; furono dapprima stanziati centri militari, poi sviluppati in colonie, e anche centri nati direttamente come città. Lungo il Danubio si contano Ratiaria (Archar), Oescus (Gigen), Novae (mwddgSvištov), Durostorum (mwddkSilistra), mentre nell'interno Pautalia (mwddoKjustendil), Serdica (mwddsSofia), Deultum (Debelt, presso mwdd0Burgas), Traianopolis (presso mwdd4Alessandropoli), Marcianopolis (mwdd8Devnja), Plotinopolis, Nicopolis ad Istrum (Nikiup presso Tirnovo), Nicopolis ad Nestum (presso Nevrokop), Augusta Traiana (mwdemStara Zagora). Le città greche del mwdeqMar Nero conservarono la costituzione ellenica e formarono un koinòn (Tomi, Callati, Odesso, Istropoli, Dionisopoli e Mesembria), Anchialo divenne municipio, mentre nella zona sopravvissero numerosi mwdeuvici ed mwdeyemporia, particolarmente sviluppati in una regione prevalentemente rurale. Nel processo di urbanizzazione molti erano gli immigrati dall'mwdecAsia e dalla Grecia, in minor numero dalla penisola italica.
Il fiume Cibrus (oggi Zibritza) divideva la regione in due parti, in occidente la mwdeoMesia Superior e ad oriente la mwdesMesia Inferior. Le tribù stanziate erano essenzialmente le popolazioni traciche dei mwdewTriballi, mwde0Mesi, mwde4Geti e mwde8Scordisci. I principali centri delle due province di Mesia erano:
mwdfiMoesia Superior
mwdfsMoesia Inferior
Tomis (mwdf0Costanza) e mwdf4Colonia Ulpia Oescus, mwdf8Novae, Sucidava, mwdgaDurostorum (mwdgeSilistra) sul mwdgiDanubio, Nicopolis ad Istrum, mwdgqMarcianopoli, Dionysopolis, (mwdguHistria), Callatis (mwdgyMangalia), Odessos (mwdgcVarna).
Rete stradale
Lo sviluppo civile fu favorito dalla rete stradale romana costituita da tre arterie principali:
• la mwdgwmwdg0via danubiana che seguiva il corso del mwdg4Danubio lungo l'intero mwdg8mwdhalimes fino alla sua foce e congiungeva le città romane sorte lungo il corso e i punti fortificati, il prolungamento era detta via del mwdheMar Nero che dalla foce del Danubio, seguendo la riva sinistra del Mar Nero, giungeva fino a mwdhiCostantinopoli;
• la mwdhqvia centrale o diagonale che tagliava il centro della penisola balcanica, da mwdhuBelgrado a Sofia, fino a mwdhyFilippopoli, mwdhcAdrianopoli, Costantinopoli;
• la mwdhkvia meridionale (mwdhomwdhsVia Egnatia) da mwdhwDurazzo a mwdh0Costantinopoli, che attraversava la mwdh4Macedonia e la mwdh8Tracia meridionale lungo il mwdiaMar Egeo.
Note
cite-note-11. ↑ mwdicCassio Dione Cocceiano, mwdigStorie, IV, 29.
cite-note-22. ↑ Come è suggerito in H.M.D. Parker, mwdiwThe Roman Legions, 1993, p. 153.
cite-note-44. ↑ András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974, p.23.
cite-note-55. ↑ M.S.Kos, mwdjkThe military rule of Macedonia from the civil wars to the estabilishment of the moesian limes, in XI International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di J.Fitz, Budapest 1977, pp. 280 e seg.
cite-note-66. ↑ Ronald Syme, op. cit., Milano 1993, p. 403.
cite-note-88. ↑ Sulla localizzazione di Genucla, si confronti Patsch, Beitrage, V/1, 70 segg.
cite-note-99. ↑ András Mócsy, op. cit., p. 25.
cite-note-1010. ↑ H. H. Scullard, mwdkwStoria del mondo romano, vol. II, Milano 1992, XII, p. 310.
cite-note-1111. ↑ Cambridge University Press, mwdlaStoria del mondo antico, mwdleL'impero romano da Augusto agli Antonini, vol. VIII, Milano 1975, p. 162.
cite-note-1313. ↑ Ronald Syme, op. cit., Milano 1993, p. 406; Dessau 8810.
cite-note-1414. ↑ Ronald Syme, op.cit., Milano 1993, p. 56.
cite-note-gflaviovii-4-3-1616. ↑ Giuseppe Flavio, mwdmkLa guerra giudaica, VII, 4.3.
cite-note-1717. ↑ mwdm0Cassio Dione Cocceiano, mwdm4Storia romana, LXVIII, 14.3.
cite-note-2020. ↑ Ioan Piso, mwdoaProvincia Dacia, in mwdoeTraiano ai confini dell'impero, a cura di Grigore Arbore Popescu, Milano 1998, p. 125; Ioana A. Oltean, mwdomDacia, landscape, colonisation, romanisation, New York, 2007, p. 55.
cite-note-2323. ↑ mwdpkHistoria Augusta - mwdpoMassimo e Balbino, 15.5 e 16.3 (data presa di Histriopolis al 238, durante il regno congiunto); Grant, p. 196; Southern, p. 221 (data la presa di mwdpsHistriopolis al 236).
cite-note-wissowa-2424. ↑ Pauly Wissowa, mwdp8Real-Enciclopädie, VII, A1, coll. 1 ss.
cite-note-2525. ↑ Grant, p. 203.
cite-note-2626. ↑ mwdqyHistoria Augusta - mwdqcI tre Gordiani, 34.3.
cite-note-2727. ↑ Zosimo, mwdqsStoria nuova, I, 20.1-2; Grant, p. 210.
cite-note-southern222-2828. ↑ Southern, p. 222.
cite-note-2929. ↑ Mócsy, p. 203-204.
cite-note-giordane18-1-3131. ↑ Giordane, mwdrsDe origine actibusque Getarum, XVIII, 1.
cite-note-3232. ↑ Grant, p. 215-217.
cite-note-3333. ↑ Zosimo, mwdsiStoria nuova, I, 23.1.
cite-note-3535. ↑ Grant, p. 218.
cite-note-3636. ↑ Southern, p. 224.
cite-note-zosimo42-1-3737. ↑ Zosimo, mwdtiStoria nuova, I, 42.1
cite-note-grant231232-3838. ↑ Grant, p. 231-232.
cite-note-3939. ↑ mwdtsHistoria Augusta - mwdtwClaudio, 9.3.
cite-note-4040. ↑ Zosimo, mwduaStoria nuova, I, 42.
cite-note-4141. ↑ Zosimo, mwduqStoria nuova, I, 43; Watson, p. 44.
cite-note-4242. ↑ mwdugHistoria Augusta - mwdukClaudio, 12.4; mwduoHistoria Augusta - mwdusAureliano, 17.5.
cite-note-4343. ↑ Southern, 226.
cite-note-4444. ↑ Watson (pp.155-156) aggiunge che entrambe le due legioni furono ritirare e riposizionate: la mwdvilegio V Macedonica a mwdvmRatiaria, la mwdvqlegio XIII Gemina ad mwdvuOescus in mwdvyMesia.
cite-note-4545. ↑ Historia Augusta, mwdvoAureliano, 39.7; Eutropio, mwdvsBreviarium ab urbe condita, 9, 15; Mazzarino, pp. 566-567; Grant, p. 247; Southern, p.225 (data l'abbandono della Dacia tra il 271 ed il 273); Watson, p.55.
cite-note-4646. ↑ Mócsy, pp. 211-212.
cite-note-4747. ↑ Historia Augusta, mwdwiAureliano, 39.7.
cite-note-4848. ↑ CIL 14, 128 (p. 613).
cite-note-scarre197-4949. ↑ Scarre, p. 197.
cite-note-5151. ↑ Eutropio, mwdxmBreviarium ab urbe condita, 9.25.
cite-note-5252. ↑ Ammiano Marcellino, mwdxcRes Gestae, 27.5.5.
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cite-note-7171. ↑ mwdecAmmiano Marcellino, mwdegStorie, XXIX, 6.8.
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cite-note-8585. ↑ Chiron-39-525.
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cite-note-viicla-979. mwdqgmwdqkAEmwdqo mwdqs1903, 296; mwdqwmwdq0AEmwdq4 mwdq81905, 160; mwdramwdreAEmwdri mwdrm1905, 161; mwdrqmwdruCILmwdry mwdrcIII, 1700,1a (p 1470); mwdrgmwdrkCILmwdro mwdrsIII, 1700,2 (p 1470); mwdrwmwdr0AEmwdr4 mwdr81980, 787 databile ai mwdsaSeveri; mwdsemwdsiCILmwdsm mwdsqIII, 8112 dell'epoca di mwdsuAlessandro Severo.
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cite-note-13749. mwer8mwesaAEmwese mwesi1957, 307.
cite-note-13850. mwesymwescCILmwesg mweskIII, 7473; Neu-124.
cite-note-14153. mweucmweugAEmweuk mweuo2005, 1333.
cite-note-14254. mweu4mweu8AEmweva mweve2006, 1207.
cite-note-14456. mwewgmwewkAEmwewo mwews1895, 50.
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
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• citerefenciclopedia-italianaPietro Romanelli, MESIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
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• Inscriptions of Moesia Superior, University of Belgrade